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Ricci Claudio

CLAUDIO RICCI

 

Prima di iniziare a parlare di Claudio voglio fare una premessa:

la Famiglia Ricci - boccisticamente parlando - è una istituzione per tutto il Frignano, il capostipite
Ferdinando qualche settimana fa si è tolto la soddisfazione di vincere l Trofeo Mirko Raimondi gara
a 198 individuali (vedi foto sotto) , ed il resto della famiglia sono tutti ottimi giocatori, iniziando dai
fratelli di Claudio ed arrivando ai più giovani Alessandro e Luca (figli di Claudio) che stanno seguendo
le orme paterne.
 

ricci fernando.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ma Claudio fa parte di una categoria speciale , campioni con le sue caratteristiche non ce ne sono tanti . 

Claudio Ricci nasce a Renno di Sopra (Pavullo) il 23-7-1960, inizia a giocare a bocce 
all'età di 11 anni e a 12 anni comincia a competere in gara nella sua categoria.

Fin da subito dimostra di avere grandi qualità, ho avuto modo di vederlo in azione già nel 1973 quando
vinse il Trofeo Sanson di Budrione nella categoria esordienti ed io arrivai primo nella categoria allievi.
Già allora si vedeva che stava nascendo un campione. 

 

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Sempre nel 1973 a Bologna vince nella categoria "esordiente", il Campionato Regionale "individuale"
e a Piacenza si classifica 3° ai Campionati Italiani specialità individuale.

Nel 1974 nella categoria esordienti vince il Campionato Regionale e si classifica al 1° posto nella 
gara Nazionale a Lodi;

Nel 1975 vince il Titolo di Campione Italiano a terna categoria Allievi disputato a Lodi assieme
a Pavarini Paolo e Vaccari Mauro;
 

 

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Nel 1976 si riconferma Campione Italiano a terna categoria "allievi" disputato a Firenze assieme
a Davolio Stefano e Vaccari Mauro;

Nel 1977 nella categoria allievi si classifica al secondo posto in diverse gare di rilievo,
conquistando il 2° posto ai Campionati Italiani "allievi" ed il titolo di campione regionale "a coppie";

Nel 1991 vince la Gara Internazionale di "Budrione" 1024 individuali e sempre nel 1991 vince il 
campionato italiano per il Comitato di Modena
 

 

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Nel 1993 vince 10 gare nazionali (6 individuali e 4 a coppia) e si classifica al 1° posto nel
"Master regionale", tra i migliori 8 giocatori emiliani, e sempre nel 1993 vince il 
Campionato
Europeo a squadre di Budapest;

Nel 1994 si classifica 3° nel Campionato Italiano Cat. A (coppia) di Perugia ;

Nel 1995 si classifica 2° nel Campionato Italiano Cat. A (individuale) a Maglie di Lecce.

Campionato Europeo a Squadre di Budapest

L'impresa senz'altro più significativa è stata la conquista del Campionato Europeo a squadre,
svoltosi a Budapest nell'ottobre 1993. La Nazionale Italiana era composta dai 4 giocatori
che, in quell'anno, avevano primeggiato: Dante D'Alessandro (cap.) di Teramo, Riccardo
Odorico di Roma, Cherubino Bertolatti di Sondrio e Claudio Ricci di Renno di Sopra .

Ciascuna Nazione ne affrontava un'altra per eliminazione diretta. Prima veniva giocata la
partita "a terna" e poi, in contemporanea, quella individuale e quella "a coppie":
naturalmente, vinceva chi si aggiudicava almeno 2 gare su 3. Claudio Ricci era impegnato
nella coppia (con Bertolatti) e nella terna (con D'Alessandro e Bertolatti).

I primi 3 incontri (con Germania, Olanda e Austria) furono superati agevolmente, mentre,
in semifinale, fu uno scoglio molto duro con la Cina (essendo gli unici giocatori asiatici a praticare
questo sport, furono ammessi di diritto a questo Campionato). Nella partita decisiva l'Italia
era sotto 5 a 13 e fu in questo momento che Ricci superò se stesso: per ben 3 volte si trovò
in mano l'ultima boccia con gli avversari che ne avevano 3 o 4 e con alcune magistrali giocate
"a pallino", riuscì a conquistare punti incredibili e portare gli "azzurri" ad un'insperata vittoria 15-14.
 

 

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Alla vigilia della finale con la Svizzera, Claudio Ricci era emozionato (era pur sempre alla prima
partecipazione "azzurra" ad una gara internazionale). D'Alessandro, come capitano, lo portò
in un parco vicino e, per fargli scaricare la tensione, gli fece fare una sessantina di bocciate
contro un povero albero! Insolito espediente che, però, funzionò: in finale tutto filò liscio
("nella partita di terna, sul 13-13, prese un pallino ...) e un netto 3-0 sanzionò la vittoria italiana.

Nel 2001 è stato di nuovo protagonista in Lombardia, con la “Passirana” di Legnano.

Nel 2002 è tornato a difendere i colori di una formazione modenese, la “Formiginese”,
cui ha regalato importanti successi. Grosso exploit di Claudio Ricci, infatti, nel dicembre,
con una splendida affermazione a Sansepolcro (Arezzo), che lo ha riportato ai vertici
della specialità dopo un periodo di calo dovuto anche ad una riduzione dell’attività agonistica.
L’importante gara era valida come 3^ prova del Premio F.I.B., con la partecipazione di molti
dei migliori giocatori della penisola.
In finale, ha superato Giuseppe D’Alterio (Monastier di Treviso), dopo aver liquidato,
in semifinale, Maurizio Torrini (Aper di Perugia).

 

  Qui sotto in coppia con Barbolini Enzo nel primi anni "90"

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 Con la maglia della Lavinese nell'anno che ha giocato con Taddia Adriano

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Purtroppo non sono riuscito a trovare altre fotografie che testimoniano le numerose vittorie, comunque
posso confermare che in oltre quarant'anni di attività boccistica Claudio ha vinto veramente tante gare
di ogni tipologia (provinciali, regionali e nazionali) in ogni specialità possibile (individuale, coppia e terna)
non sono in grado di pubblicare l'elenco completo delle sue vittorie ma vi assicuro che Claudio è
uno dei campioni più completi che io conosca, riesce a giocare con la stessa facilità sia facendo il puntatore
che il bocciatore passando con una facilità estrema da una bocciata di sottomano a una una paletta o ad
una bocciata di volo. Il suo istinto, la sua facilità di giocare, l'intelligenza boccistica ne hanno fatto un
campione conosciuto e rispettato in ogni parte d'Italia ed ancora oggi nonostante abbia ridotto
notevolmente la sua partecipazione alle gare è molto temuto dagli avversari. 

Dietro queste sua capacità non c'è nessun tipo di alimentazione particolare - anzi - non ci sono allenamenti
atletici specifici (corsa, nuoto o quantaltro), le sue capacità sono un dono di natura, la sua spontaneità
e naturalezza nel giocare sono doti che hanno solo i campioni veri o meglio i fuoriclasse.

Qui mi fermo, ci tenevo a parlare e ricordare un grande campione che tante soddisfazioni ha dato agli
appassionati del gioco delle bocce, che negli anni ha sempre mantenuto un comportamento educato
e corretto prerogativa delle persone intelligenti e dei veri "campioni".


 di Magnani William

 
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